Benvenuti su Comicsando sequential art blog! Qui si parla di fumetti, di avventure, di arte disegnata e non. Venite gente accorrete!!
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Il fumetto è un linguaggio costituito da più codici, tra i quali si distinguono principalmente quelli d’immagine (illustrazione: colore, prospettiva, montaggio…) e di temporalità (armonia, ritmo, narrazione…).
Interessante è la definizione che dà lo stesso McCloud: «Immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore». In ogni caso, appartiene a pieno titolo alla categoria delle più moderne arti visuali, in un’era che - privilegiando l’immagine sopra tutto - è in grado di accostare la visionarietà pop di Andy Warhol alla grazia e alla poesia dell’art déco e dell’art nouveau, per approdare al (relativamente) recente fenomeno del vintage.
In poche parole, il fumetto, nato per gli adulti (come si vedrà più avanti), diventato poi territorio per l’infanzia, è quindi tornato a essere patrimonio di una fascia non esclusivamente giovanile. Nonostante l’espandersi di altri mezzi di comunicazione di massa, accompagna ancor oggi - fino a dettarne in molti casi ritmi, tempi e modi (o quantomeno limitandosi a registrarne il divenire) - il vivere (ed il convivere) quotidiano.
Il termine “fumetto” si riferisce alle “nuvolette”, simili a sbuffi di fumo, utilizzate per riportare il dialogo tra i personaggi (detti in inglese balloon). Per diverso tempo, soprattutto in Italia, furono utilizzate delle didascalie in calce a ciascuna vignetta, spesso costituite da due ottonari in rima baciata; solo successivamente vennero utilizzati i veri e propri “fumetti” (anche se ci sono utilizzi precedenti).
Negli USA e nei paesi anglofoni i fumetti sono indicati come comics, in Giappone vengono chiamati manga (”immagini in movimento”), in Francia sono chiamati bande dessinée (”strisce disegnate”). Curiosamente, nei paesi di lingua spagnola del Sud America, come ad esempio l’Argentina, viene usato maggiormente il termine historieta, mentre in Spagna il termine più diffuso è tebeo (derivato dal nome del più famoso giornale di fumetti pubblicato nella penisola iberica, il TBO).
Un Medium Lento
Il fumetto è un medium lento. Studiare la sceneggiatura. Costruire il layout della tavola. Abbozzare il disegno a matita, rifinirlo, sgrossarlo, disegnare i fondali, per ogni singola vignetta che va a comporre la pagina. Ripassare il tutto con la china. Colorare. Inserire le parole nelle nuvolette. Artigianato di altissimo livello, pura orologeria narrativa. Gli albi che il lettore divorerà, magari in un paio d’ore, spesso richiedono agli autori un lavoro lungo mesi, se non anni. A volte, addirittura interi decenni. Esistono autori che per completare una tavola a fumetti impiegano, magari, quattro mesi di lavoro continuo.
“Come vi cucino il blog”
Come forse tutti sanno, i blog sono una sorta di diario digitale, accessibile tramite degli appositi portali che si possono trovare in internet . Ogni utente, che si registra al servizio, può creare il proprio blog. Lo si può personalizzare in base al proprio gusto estetico e inserirci i propri pensieri, in appositi post e pagine. Volend o, oltre a scrive articoli si possono anche arricchire e corredare con immagini, video e link. Comicsando (grazie alla piattaforma WordPress) viene realizzato e curato dal sottoscritto e nasce per gioco, ma anche per capire le potenzialità di questi nuovi mezzi d’espressione. L’intento che mi sono prefisso è di mettere su una bella tavola e imbandirla di tutte le cose che più m’interessano. Interessi che vanno dai fumetti alla musica, dalla letteratura all’arte contemporanea, sia colta che popolare.
Il mudus operanti è il seguente: accendo il Computer, entro nel mare magnum del web, vado a “pescare” l’argomento, e, come un bravo cuoco che si rispetti, cucino, aggiungendo gli ingredienti che trovo, in più cerco di metterci alcune “spezie” profumate e saporite che fanno parte della mia conoscenza di accanito lettore e osservatore di arte varia. Miscelando ben bene, fino a quando non ho ottenuto la giusta amalgama tra testo ed elementi multimediali. Questo anche grazie all’aiuto di tue amiche indispensabili: Passione, Pazienza e Tecnica. Una volta che ho preparato tutto come si deve, servo a tavola, cioè sul blog. Poi aspetto i commenti dei visitatori, sperando che ciò che ho preparato sia di gradimento. Voglio poi descriverVi alcune cose che mi stanno succedendo, e che per me sono una cosa assolutamente sorprendende, e per certi versi, inaspettate: alcuni amici del settore fumettistico, hanno notato comicsando e si sono offerti di darmi una mano, mandandomi per e-mail, le proprie opere e conoscenze. Prendendosi anche il fastidio di passarle allo scanner, scriverle e ottimizzarle. Dandomi anche degli utilissimi consigli per l’impostazione dei post.
Per me questa è una cosa davvero importante, e oltremodo incoraggiante per il proseguio dei lavori che andrò a presentare (Grazie, grazie e ancora grazie a tutti Voi!). Nel periodo che va dal mese di maggio 2008 fino ai giorni nostri (insomma da quando ho iniziato), grazie al blog e anche grazie a questi amici, sto approfondendo ancora di più il tema dell’arte sequenziale, scoprendo nuovi e interessanti autori e nuove straordinarie storie. A questo punto vorrei aprire una piccola parentesi sulla mia prima passione, cioè i comics.- Più o meno a partire dall’età dell’adolescenza: avrò avuto 11 o 12 anni, capitai nell’edicola ubicata nell’aeroporto di Capodichino, della mi città che come molti sapranno (?) è Napoli.
Là vidi, esposto sugli scaffali dedicato ai “giornaletti”, la copertina del mio primissimo eroe; “L’Uomo Ragno”. L’albo veniva distribuito dalla (allora) Editoriale Corno” (ora Max Bunker Press). Le avventure del tessi ragnatele e soprattutto del suo alter ego, il nerd Peter Parker, venivano scritte ed ideate per i tipi della Marvel Comics, dal geniale Stan Lee, disegnate con tratto plastico e personale, dallo straordinario Steve Ditko.
Le storie colpirono subito il mio immaginario di ragazzino. Nella vita normale Peter Parker era solo un giovane studente, secchione e timoroso, ma grazie ai super poteri, capitatogli accidentalmente dal morso di un ragno radioattivo, riesce a riscattare la sua triste esistenza, salvando il mondo dai malvagi, incutendo loro con la sua forza e la sua agilità, il terrore e la paura. Il fatto poi che potesse scalare palazzi e volteggiare tra essi lanciando ragnatele e con indosso un costume rosso e blu, disegnato sulle sembianze di un ragno, ne faceva per me un’attrazione irresistibile (ancora oggi è a mio parere è il costume più intrigante e riuscito della storia dei supereroi. Le sue avventure conquistavano subito il mio piccolo cuoricino in erba.
Leggere le storie di Spider-Man (oggi anche in Italia i nuovi fumetti del nostro eroe, editi dalla Panini Comics, si presentano con il nome originale americano) mi portò automaticamente a subire il processo di identificazione con il personaggio, anche se a dire il vero, più con lo studente che con l’eroe in costume (anche se il mix creato dagli autori era per quei tempi una vera novità tanto che fu coniato il motto “Super eroi con super problemi”). D’allora molta acqua è passata sotto i ponti, e il virus dell’arte sequenziale (termine coniato dal grande Will Eisner) aveva ormai attecchito nel mio immaginario di adolescente, restandoci - a fasi alterne - da giovanotto ma anche da adulto. Infatti, crescendo, crescevano anche le tecniche fumettistiche, che porteranno poi ad esprimersi sulla scena internazionale, una vera e propria fucina di talenti. Tanto per fare dei nomi (in ordine mnemonico), gli americani: J. Romita S. (il suo Uomo Ragno è d’annoverare tra i più belli sotto l’aspetto del disegno), Gene Colan (grande il suo Devil, molto bello anche La Tomba di Dracula), Jim Steranko (fantastico il suo Nick Fury agente dello S.H.I.E.L.D., uno dei primi tentativi di unire comics, fotografia e pop art), Jack Kirby (il suo capolavoro è sicuramente 2001 odissea nello spazio, trasposizione su carta del film di Stanley Kubrick), Roy Thomas (scrittore di punta della Marvel Comics di allora con il ciclo La Spada di Conan il Barbaro),
John Buscema & Barry Windsor Smith (Conan il Barbaro), anche se per i disegni preferivo il secondo dei due, Richard Corben (con la sua formidabile tecnica underground - pittorica).
Zanardi di Andrea Pazienza
Tra gli italiani, ricordo l’emozione che provavo nel vedere i lavori di Magnus (Unknow Lo Sconosciuto è stato forse uno dei fumetti più rivoluzionari di quegli anni, sia nei testi che nei disegni, almeno in Italia), il genio creativo di Andrea Pazienza (Zanardi, il suo personaggio più celebre, è stato un mito per i ragazzi della mia generazione), l’arte di Milo Manara (le donne di Manara WOW!), il disegno-pittura di Tanino Liberatore (con il suo assurdo e tragicomico -trash androide- Ranxerox, storie che uscivano sul mensile di cultura alternativa Frigidaire) -Tanino Liberatore Gallery-. Ricordo anche due straordinari autori francesi: il visionario Philippe Druillet (Lone Slane) e l’eclettico e immaginifico Jean Gireau con il Tenente Blueberry - mentre con il nome d’arte di Moebius , firmava il suo capolavoro (Il garage ermetico). Diversi anni dopo, la scena dell’arte disegnata incominciava a scemare, e per riflesso scemava anche il mio interesse. Per molto tempo ho finito per trascurare comics, (mi sembrava che non avessero più nulla da dire) e la mia attenzione si spostò su forme artistiche (apparentemente) più complesse, come la Pop Art, la musica Rock e il Jazz. Intorno agli anni 90, qualcosa iniziò a cambiare nel mondo dei fumetti: entravano in scena nuovi autori ed un nuovo formato di fumetto: la Graphic Novel. Di grande formato e piuttosto voluminosi. Veri e propri romanzi disegnati. Storie complesse, realizzate da autori di indubbia capacità artistica. In tutto il mondo queste prodotti venivano distribuite e vendute, non più in edicola (adatte più al prodotto seriale, tipo albo Bonelli, per intenderci), ma nei negozi.

Spirit di Will Eisner
Nascevano infatti, le Fumetterie, vere e proprie librerie specializzate. Entrando in uno di questi si potevano comprare e leggere le storie di autori come Milo Manara (I Borgia), Moebius e Alejandro Jodorowsky (l’Incal), Frank Miller (Batman Darknight Return, Elektra Assasin, disegnata con una straordinaria tecnica, (che ricordava le copertine del rock psichedelico) dall’americano di origine polacca, Bill Sienkiewicz). Ancora, Alan Moore (con il suo capolavoro The Watchmen), Neil Gaiman & Dave McKean (Arkam Asylum, vero e proprio psicodramma scritto (Gaiman) e dipinto (McKean) sul dualismo esistenziale tra Batman e Joker). A questo punto apro una piccola parentesi: una fumetteria ben fornita, offre a chi entra, la possibilità di poter conoscere autori di altre nazioni e paesi e questo in edicola non è possibile, visto che lo spazio, in questi posti è esiguo e sovraccarico di riviste, cd e dvd o altro. Proprio in un negozio specializzato, tra l’alt
ro, ho avuto modo di conoscere e apprezzare la qualità artistica di autori straordinari, per fare un esempio, come: Enki Bilal Anche i comicbook seriali americani (l’albo spillato tipico dei supereroi) e gli albi italiani (formato Bonelli) e i Manga giapponesi incominciarono a riempire le fumetterie con delle edizioni più ricercate tra grafica e formato. Tra le novità di allora ricordo l’americanoTodd McFarlane, che grazie allo stile grottesco e per certi versi naif, riuscì a dare nuova linfa alle storie di Spider-man. Poi, ispiratosi alle onomatopee e alle inquadrature sceniche e grafiche di Spirit (del grande Will Eisner) e anche grazie all’ausilio della computer grafica (passato e presente quindi) lo portarono ad inventare l’eroe che l’ho rese poi celebre: Spawn. Il nuovo character portò dei cambiamenti nelle altre testate dei supereroi di formato seriale. Sul fronte dei manga mi colpirono i disegni di Jiro Taniguchi con la storia de “L’uomo che cammina”, pura poesia grafica, totalmente diversa dagli altri prodotti nipponici che si trovavano nelle edicole. Questo ci fà capire che il mondo dei man-ga (letteralmente: dal giapponese: man; “satira” ga; “vignetta)” è assai più vario e complesso. Visto il successo, incominciarono a uscire albi sempre più sofisticati e curati sia nella grafica che nei testi. Autori conosciuti grazie alle graphic novel, incomiciarono a produrre storie anche per gli albi seriali. Infine voglio segnalare lo straordinario saggio, prodotto, scritto e disegnato da Scott McCloud, dal titolo “Capire il Fumetto “.
Scott McCloud: Understanding comics
Il personaggio che rubò letteralmente di nuovo il mio cuore è stato senza ombra di dubbio Ken Parker, uscito in edicola per i tipi della Bonelli intorno a gli anni 80. Creato da un duo di autori, italiani, Berardi & Milazzo. La serie si presentava come un normale fumetto di Western della Bonelli, solo che una volta avuto tra le mani e iniziato a leggere, si avvertiva chiaramente pagina dopo pagina, che non era un prodotto come altri. La cura dei testi, i personaggi di contorno ben caratterizzati, i dialoghi costruiti con cura, lo stile grafico, in bianco e nero scarno ed essenziale, ma al tempo stesso fine e ricercato, sia nelle prospettive e sia nella stesura delle vignette che ricordavano le inquadrature cinematografiche, ne facevano un fumetto fuori dall’ordinario. Le avventure di Lungo Fucile (così chiamato dai suoi amici indiani), narrano delle gesta di un trapper dell’esercito, che affronta la vita selvaggia di frontiera con un coraggio e un umanità mai viste prima su un albo mensile a fumetti. Non ci fu ombra di dubbio, se L’Uomo Ragno mi aveva conquistato da bambino, Ken Parker mi conquistava da Adulto.
Ritornava, così, anche grazie a questi due autori, il processo d’identificazione per un Eroe dei fumetti. Per chiudere, vorrei segnalare quelli che per me sono, a livello mondiale, i due maggiori artefici di questa New age dei comics: Frank Miller e Alan Moore. Con la loro arte sono riusciti ad ottenere grandissimi risultati, sia di critica che di vendita. Tanto che il genere è di nuovo sotto la lente d’ingrandimento di tutti i media. Nuovi e più smaliziati lettori si sono affacciati alla lettura. Operatori, di altri medium culturali come il Cinema, la Letteratura, il Digital comics, interagiscono con essi. Addirittura ci sono in atto delle trasposizioni teatrali. Notizia di questi ultimi giorni, è in preparazione un Musical a Broadway, proprio, guarda caso, su Spider-Man.
Nico
P.S:
“I fumetti e la musica (specie quella passata per radio) negli anni dell’adolescenza, hanno rappresentato per me una via di fuga da una realtà che non mi piaceva. Sono stati come una sorta di “droga omeopatica” a buon mercato, infatti, con i comics, che allora costavano davvero poco (anni 70/80), potevo leggere, conoscere e vedere mondi incredibili, mentre la musica di quegli anni (Beatles, Rolling Stones, Santana, Jimi Hendrix, Pink Floyd, ecc.ecc…. e scusate se è poco…) mi accompagnava nella lettura facendomi da colonna sonora e al tempo stesso mi permetteva di dimenticare, per quei frangenti, i problemi che avevo. Crescendo ho imparato poi ad apprezzarne anche i lati artistici e culturali. Per questi motivi e per molto altro ancora, dirò sempre grazie a tutti gli artisti, gli editori, i giornalai e le radio libere, che mi hanno in qualche modo “salvato” (o “rovinato” a seconda dei pareri) ”.




























