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19 settembre, 2008

Storia dei Fumetti

Benvenuti su Comicsando sequential art blog! Qui si parla di fumetti, di avventure, di arte disegnata e non. Venite gente accorrete!!



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Il fumetto è un linguaggio costituito da più codici, tra i quali si distinguono principalmente quelli d’immagine (illustrazione: colore, prospettiva, montaggio…) e di temporalità (armonia, ritmo, narrazione…).

Will Eisner definisce il fumetto come arte sequenziale.http://onceuponageek.com/images/calvin_hobbes1.jpg
Poiché il fumetto è in larga parte utilizzato a fini narrativi, esso è spesso definito “letteratura disegnata”; in realtà, il fumetto può essere utilizzato anche a scopi non narrativi: ad esempio, per una ricetta di cucina, o per realizzare il libretto di istruzioni di un apparecchio. Un esempio concreto di uso non narrativo del fumetto è il volume Capire il Fumetto - L’arte invisibile, saggio scientifico sul fumetto realizzato interamente a fumetti da Scott McCloud.

Interessante è la definizione che dà lo stesso McCloud: «Immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore». In ogni caso, appartiene a pieno titolo alla categoria delle più moderne arti visuali, in un’era che - privilegiando l’immagine sopra tutto - è in grado di accostare la visionarietà pop di Andy Warhol alla grazia e alla poesia dell’art déco e dell’art nouveau, per approdare al (relativamente) recente fenomeno del vintage.

    • Roy Lichtenstein - Drowning Girl
    Roy Lichtenstein - Drowning Girl

In poche parole, il fumetto, nato per gli adulti (come si vedrà più avanti), diventato poi territorio per l’infanzia, è quindi tornato a essere patrimonio di una fascia non esclusivamente giovanile. Nonostante l’espandersi di altri mezzi di comunicazione di massa, accompagna ancor oggi - fino a dettarne in molti casi ritmi, tempi e modi (o quantomeno limitandosi a registrarne il divenire) - il vivere (ed il convivere) quotidiano.

Il termine “fumetto” si riferisce alle “nuvolette”, simili a sbuffi di fumo, utilizzate per riportare il dialogo tra i personaggi (detti in inglese balloon). Per diverso tempo, soprattutto in Italia, furono utilizzate delle didascalie in calce a ciascuna vignetta, spesso costituite da due ottonari in rima baciata; solo successivamente vennero utilizzati i veri e propri “fumetti” (anche se ci sono utilizzi precedenti).
Negli USA e nei paesi anglofoni i fumetti sono indicati come comics, in Giappone vengono chiamati manga (”immagini in movimento”), in Francia sono chiamati bande dessinée (”strisce disegnate”). Curiosamente, nei paesi di lingua spagnola del Sud America, come ad esempio l’Argentina, viene usato maggiormente il termine historieta, mentre in Spagna il termine più diffuso è tebeo (derivato dal nome del più famoso giornale di fumetti pubblicato nella penisola iberica, il TBO).

Un Medium Lento

Il fumetto è un medium lento. Studiare la sceneggiatura. Costruire il layout della tavola. Abbozzare il disegno a matita, rifinirlo, sgrossarlo, disegnare i fondali, per ogni singola vignetta che va a comporre la pagina. Ripassare il tutto con la china. Colorare. Inserire le parole nelle nuvolette. Artigianato di altissimo livello, pura orologeria narrativa. Gli albi che il lettore divorerà, magari in un paio d’ore, spesso richiedono agli autori un lavoro lungo mesi, se non anni. A volte, addirittura interi decenni. Esistono autori che per completare una tavola a fumetti impiegano, magari, quattro mesi di lavoro continuo.

“Come vi cucino il blog”

Come forse tutti sanno, i blog sono una sorta di diario digitale, accessibile tramite degli appositi portali che si possono trovare in internet . Ogni utente, che si registra al servizio, può creare il proprio blog. Lo si può personalizzare in base al proprio gusto estetico e inserirci i propri pensieri, in appositi post e pagine. Volend o, oltre a scrive articoli si possono anche arricchire e corredare con immagini, video e link. Comicsando (grazie alla piattaforma WordPress) viene realizzato e curato dal sottoscritto e nasce per gioco, ma anche per capire le potenzialità di questi nuovi mezzi d’espressione. L’intento che mi sono prefisso è di mettere su una bella tavola e imbandirla di tutte le cose che più m’interessano. Interessi che vanno dai fumetti alla musica, dalla letteratura all’arte contemporanea, sia colta che popolare.

Per visualizzare altre straordinarie immagini di Meobius, clikkare su Arzach, please!

Il mudus operanti è il seguente: accendo il Computer, entro nel mare magnum del web, vado a “pescare” l’argomento, e, come un bravo cuoco che si rispetti, cucino, aggiungendo gli ingredienti che trovo, in più cerco di metterci alcune “spezie” profumate e saporite che fanno parte della mia conoscenza di accanito lettore e osservatore di arte varia. Miscelando ben bene, fino a quando non ho ottenuto la giusta amalgama tra testo ed elementi multimediali. Questo anche grazie all’aiuto di tue amiche indispensabili: Passione, Pazienza e Tecnica. Una volta che ho preparato tutto come si deve, servo a tavola, cioè sul blog. Poi aspetto i commenti dei visitatori, sperando che ciò che ho preparato sia di gradimento. Voglio poi descriverVi alcune cose che mi stanno succedendo, e che per me sono una cosa assolutamente sorprendende, e per certi versi, inaspettate: alcuni amici del settore fumettistico, hanno notato comicsando e si sono offerti di darmi una mano, mandandomi per e-mail, le proprie opere e conoscenze. Prendendosi anche il fastidio di passarle allo scanner, scriverle e ottimizzarle. Dandomi anche degli utilissimi consigli per l’impostazione dei post. cropped-superman.jpgPer me questa è una cosa davvero importante, e oltremodo incoraggiante per il proseguio dei lavori che andrò a presentare (Grazie, grazie e ancora grazie a tutti Voi!). Nel periodo che va dal mese di maggio 2008 fino ai giorni nostri (insomma da quando ho iniziato), grazie al blog e anche grazie a questi amici, sto approfondendo ancora di più il tema dell’arte sequenziale, scoprendo nuovi e interessanti autori e nuove straordinarie storie. A questo punto vorrei aprire una piccola parentesi sulla mia prima passione, cioè i comics.- Più o meno a partire dall’età dell’adolescenza: avrò avuto 11 o 12 anni, capitai nell’edicola ubicata nell’aeroporto di Capodichino, della mi città che come molti sapranno (?) è Napoli.

Naples by Moebius

Naples by Moebius

Là vidi, esposto sugli scaffali dedicato ai “giornaletti”, la copertina del mio primissimo eroe; “L’Uomo Ragno”. L’albo veniva distribuito dalla (allora) Editoriale Corno” (ora Max Bunker Press). Le avventure del tessi ragnatele e soprattutto del suo alter ego, il nerd Peter Parker, venivano scritte ed ideate per i tipi della Marvel Comics, dal geniale Stan Lee, disegnate con tratto plastico e personale, dallo straordinario Steve Ditko.

Spider-man visto da Steve Ditko

Spider-Man visto da Steve Ditko

Le storie colpirono subito il mio immaginario di ragazzino. Nella vita normale Peter Parker era solo un giovane studente, secchione e timoroso, ma grazie ai super poteri, capitatogli accidentalmente dal morso di un ragno radioattivo, riesce a riscattare la sua triste esistenza, salvando il mondo dai malvagi, incutendo loro con la sua forza e la sua agilità, il terrore e la paura. Il fatto poi che potesse scalare palazzi e volteggiare tra essi lanciando ragnatele e con indosso un costume rosso e blu, disegnato sulle sembianze di un ragno, ne faceva per me un’attrazione irresistibile (ancora oggi è a mio parere è il costume più intrigante e riuscito della storia dei supereroi. Le sue avventure conquistavano subito il mio piccolo cuoricino in erba.

Leggere le storie di Spider-Man (oggi anche in Italia i nuovi fumetti del nostro eroe, editi dalla Panini Comics, si presentano con il nome originale americano) mi portò automaticamente a subire il processo di identificazione con il personaggio, anche se a dire il vero, più con lo studente che con l’eroe in costume (anche se il mix creato dagli autori era per quei tempi una vera novità tanto che fu coniato il motto “Super eroi con super problemi”). D’allora molta acqua è passata sotto i ponti, e il virus dell’arte sequenziale (termine coniato dal grande Will Eisner) aveva ormai attecchito nel mio immaginario di adolescente, restandoci - a fasi alterne - da giovanotto ma anche da adulto. Infatti, crescendo, crescevano anche le tecniche fumettistiche, che porteranno poi ad esprimersi sulla scena internazionale, una vera e propria fucina di talenti. Tanto per fare dei nomi (in ordine mnemonico), gli americani: J. Romita S. (il suo Uomo Ragno è d’annoverare tra i più belli sotto l’aspetto del disegno), Gene Colan (grande il suo Devil, molto bello anche La Tomba di Dracula), Jim Steranko (fantastico il suo Nick Fury agente dello S.H.I.E.L.D., uno dei primi tentativi di unire comics, fotografia e pop art), Jack Kirby (il suo capolavoro è sicuramente 2001 odissea nello spazio, trasposizione su carta del film di Stanley Kubrick), Roy Thomas (scrittore di punta della Marvel Comics di allora con il ciclo La Spada di Conan il Barbaro),

Conan visto da Barry Windsor Smith

Conan visto da Barry Windsor Smith

2001 odissea nello spazio capolavoro di Jack Kirby

2001 odissea nello spazio capolavoro di Jack Kirby, clicca per il tribute

John Buscema & Barry Windsor Smith (Conan il Barbaro), anche se per i disegni preferivo il secondo dei due, Richard Corben (con la sua formidabile tecnica underground - pittorica).

Zanardi di Andrea Pazienzahttp://www.ygramul.net/img/nuove/Paz1.jpg

http://img162.imageshack.us/img162/3473/manaraoi7.gif

Una donnina di Milo Manara, per altre immagini cliccaci su

Tra gli italiani, ricordo l’emozione che provavo nel vedere i lavori di Magnus (Unknow Lo Sconosciuto è stato forse uno dei fumetti più rivoluzionari di quegli anni, sia nei testi che nei disegni, almeno in Italia), il genio creativo di Andrea Pazienza (Zanardi, il suo personaggio più celebre, è stato un mito per i ragazzi della mia generazione), l’arte di Milo Manara (le donne di Manara WOW!), il disegno-pittura di Tanino Liberatore (con il suo assurdo e tragicomico -trash androide- Ranxerox, storie che uscivano sul mensile di cultura alternativa Frigidaire) -Tanino Liberatore Gallery-. Ricordo anche due straordinari autori francesi: il visionario Philippe Druillet (Lone Slane) e l’eclettico e immaginifico Jean Gireau con il Tenente Blueberry - mentre con il nome d’arte di Moebius , firmava il suo capolavoro (Il garage ermetico). Diversi anni dopo, la scena dell’arte disegnata incominciava a scemare, e per riflesso scemava anche il mio interesse. Per molto tempo ho finito per trascurare comics, (mi sembrava che non avessero più nulla da dire) e la mia attenzione si spostò su forme artistiche (apparentemente) più complesse, come la Pop Art, la musica Rock e il Jazz. Intorno agli anni 90, qualcosa iniziò a cambiare nel mondo dei fumetti: entravano in scena nuovi autori ed un nuovo formato di fumetto: la Graphic Novel. Di grande formato e piuttosto voluminosi. Veri e propri romanzi disegnati. Storie complesse, realizzate da autori di indubbia capacità artistica. In tutto il mondo queste prodotti venivano distribuite e vendute, non più in edicola (adatte più al prodotto seriale, tipo albo Bonelli, per intenderci), ma nei negozi.

Spirit di Will Eisner

http://www.2870.fr/blog/wp-content/uploads/2008/09/tintin-couleur-enki_bilal.jpg

Tintin e Milù visti da Enki Bilal

Nascevano infatti, le Fumetterie, vere e proprie librerie specializzate. Entrando in uno di questi si potevano comprare e leggere le storie di autori come Milo Manara (I Borgia), Moebius e Alejandro Jodorowsky (l’Incal), Frank Miller (Batman Darknight Return, Elektra Assasin, disegnata con una straordinaria tecnica, (che ricordava le copertine del rock psichedelico) dall’americano di origine polacca, Bill Sienkiewicz). Ancora, Alan Moore (con il suo capolavoro The Watchmen), Neil Gaiman & Dave McKean (Arkam Asylum, vero e proprio psicodramma scritto (Gaiman) e dipinto (McKean) sul dualismo esistenziale tra Batman e Joker). A questo punto apro una piccola parentesi: una fumetteria ben fornita, offre a chi entra, la possibilità di poter conoscere autori di altre nazioni e paesi e questo in edicola non è possibile, visto che lo spazio, in questi posti è esiguo e sovraccarico di riviste, cd e dvd o altro. Proprio in un negozio specializzato, tra l’althttp://www.pix8.net/pro/pic/7957rhf8Y/284523.jpgro, ho avuto modo di conoscere e apprezzare la qualità artistica di autori straordinari, per fare un esempio, come: Enki Bilal Anche i comicbook seriali americani (l’albo spillato tipico dei supereroi) e gli albi italiani (formato Bonelli) e i Manga giapponesi incominciarono a riempire le fumetterie con delle edizioni più ricercate tra grafica e formato. Tra le novità di allora ricordo l’americanoTodd McFarlane, che grazie allo stile grottesco e per certi versi naif, riuscì a dare nuova linfa alle storie di Spider-man. Poi, ispiratosi alle onomatopee e alle inquadrature sceniche e grafiche di Spirit (del grande Will Eisner) e anche grazie all’ausilio della computer grafica (passato e presente quindi) lo portarono ad inventare l’eroe che l’ho rese poi celebre: Spawn. Il nuovo character portò dei cambiamenti nelle altre testate dei supereroi di formato seriale. Sul fronte dei manga mi colpirono i disegni di Jiro Taniguchi con la storia de “L’uomo che cammina”, pura poesia grafica, totalmente diversa dagli altri prodotti nipponici che si trovavano nelle edicole. Questo ci fà capire che il mondo dei man-ga (letteralmente: dal giapponese: man; “satira” ga; “vignetta)” è assai più vario e complesso. Visto il successo, incominciarono a uscire albi sempre più sofisticati e curati sia nella grafica che nei testi. Autori conosciuti grazie alle graphic novel, incomiciarono a produrre storie anche per gli albi seriali. Infine voglio segnalare lo straordinario saggio, prodotto, scritto e disegnato da Scott McCloud, dal titolo “Capire il Fumetto “.

Scott McCloud: Understanding comics

Il personaggio che rubò letteralmente di nuovo il mio cuore è stato senza ombra di dubbhttp://www.stripovi.com/images/kenparker.JPGio Ken Parker, uscito in edicola per i tipi della Bonelli intorno a gli anni 80. Creato da un duo di autori, italiani, Berardi & Milazzo. La serie si presentava come un normale fumetto di Western della Bonelli, solo che una volta avuto tra le mani e iniziato a leggere, si avvertiva chiaramente pagina dopo pagina, che non era un prodotto come altri. La cura dei testi, i personaggi di contorno ben caratterizzati, i dialoghi costruiti con cura, lo stile grafico, in bianco e nero scarno ed essenziale, ma al tempo stesso fine e ricercato, sia nelle prospettive e sia nella stesura delle vignette che ricordavano le inquadrature cinematografiche, ne facevano un fumetto fuori dall’ordinario. Le avventure di Lungo Fucile (così chiamato dai suoi amici indiani), narrano delle gesta di un trapper dell’esercito, che affronta la vita selvaggia di frontiera con un coraggio e un umanità mai viste prima su un albo mensile a fumetti. Non ci fu ombra di dubbio, se L’Uomo Ragno mi aveva conquistato da bambino, Ken Parker mi conquistava da Adulto.

http://www.dynamicforces.com/images/sinCityJusticeServedLitho.jpg

Sin City clicca for gallery

Ritornava, così, anche grazie a questi due autori, il processo d’identificazione per un Eroe dei fumetti. Per chiudere, vorrei segnalare quelli che per me sono, a livello mondiale, i due maggiori artefici di questa New age dei comics: Frank Miller e Alan Moore. Con la loro arte sono riusciti ad ottenere grandissimi risultati, sia di critica che di vendita. Tanto che il genere è di nuovo sotto la lente d’ingrandimento di tutti i media. Nuovi e più smaliziati lettori si sono affacciati alla lettura. Operatori, di altri medium culturali come il Cinema, la Letteratura, il Digital comics, interagiscono con essi. Addirittura ci sono in atto delle trasposizioni teatrali. Notizia di questi ultimi giorni, è in preparazione un Musical a Broadway, proprio, guarda caso, su Spider-Man.

Nico

P.S:

http://utenti.lycos.it/ultimatesinisa/Parfumus.jpg

A proposito del rapporto tra musica e fumetto, cliccate sull'immagine per saperne di più...

“I fumetti e la musica (specie quella passata per radio) negli anni dell’adolescenza, hanno rappresentato per me una via di fuga da una realtà che non mi piaceva. Sono stati come una sorta di “droga omeopatica” a buon mercato, infatti, con i comics, che allora costavano davvero poco (anni 70/80), potevo leggere, conoscere e vedere mondi incredibili, mentre la musica di quegli anni (Beatles, Rolling Stones, Santana, Jimi Hendrix, Pink Floyd, ecc.ecc…. e scusate se è poco…) mi accompagnava nella lettura facendomi da colonna sonora e al tempo stesso mi permetteva di dimenticare, per quei frangenti, i problemi che avevo. Crescendo ho imparato poi ad apprezzarne anche i lati artistici e culturali. Per questi motivi e per molto altro ancora, dirò sempre grazie a tutti gli artisti, gli editori, i giornalai e le radio libere, che mi hanno in qualche modo “salvato” (o “rovinato” a seconda dei pareri) ”.

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Alter Ego

" Vedi, tutti gli altri supereroi, Batman, Spiderman, hanno bisogno di indossare una tuta per diventare supereroi, hanno una loro identità umana da proteggere. Superman è il contrario. Lui è nato Superman e si nasconde nei panni di Clark Kent" - Commento di Bill dal film di Quentin Tarantino, "Kill Bill volume 2"

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Un sorriso con Garfield

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Il Fumetto: qualche coordinata

Approfondiamo insieme le origini e le peculiarità del fumetto per meglio apprezzarne il fascino. Il fumetto nasce negli Stati Uniti nel 1895 (lo stesso anno di nascita del cinema,guarda caso!), quando su un giornale compaiono le prime vignette di Yellow Kid, di Richard Felton Outcault. Yellow Kid è un monello di quartiere che indossa un largo camicione giallo, sulla cui superfice appare un testo scritto, che esprime i pensieri del personaggio. È la prima volta che accade una cosa del genere: testo e disegno insieme. Da quel momento lo sviluppo è rapidissimo: Affiancando più vignette nasce la striscia a fumetti (ancora oggi quasi tutti i quotidiani americani hanno la loro), più strisce sovrapposte fanno una tavola ( e negli anni Trenta l’America si riempie di questo tipo di fumetti), più tavole spillate insieme fanno un albo a fumetti, il famoso comic book americano ( e a questo punto siamo nel secondo dopoguerra). I comics USA raccontano storie a puntate dalla fortissima continuità: il lettore è catturato e costretto a seguire trame tremendamente complesse, che si sviluppano nel corso anche di anni e che vengono divise in puntate molto brevi segnate – alla fine di ciascuno episodio – dal classico cliffhanger: la sospensione della trama in un momento di massimo dramma, capace di generare forte aspettativa in chi sta leggendo, tanto da tenerlo “appeso” alla storia, costringendolo a seguire anche la puntata successiva. Dalla metà degli anni Settanta agli albi a fumetti si aggiunge un prodotto nuovo: la graphic novel, veri e propri “romanzi a fumetti”, non serializzati, che raccontano vicende chiuse in se stesse. Dalla fine della seconda guerra mondiale il fumetto invade il mondo, e nei vari paesi assume connotazioni assai diverse. Per esempio, i fumetti francesi sono da sempre prodotti estremamente “preziosi” sotto tutti i punti di vista: anche le serie assomigliano, per qualità, a delle graphic novel, e quasi sempre una serie è curata da un solo sceneggiatore e un solo disegnatore, che lavorano a stretto contatto. I manga giapponesi come i comic book americani, presentano storie lunghissime ed estremamente articolate, racchiuse in un unico flusso narrativo. In Giappone di solito gli autori fanno tutto da soli; scrivono e disegnano. In Italia: se escludiamo il caso dei grandi autori (Pratt, Magnus, Manara, Crepax, Jacovitti, Pazienza) che lavorano o lavoravano “in solitaria”, il fumetto classico all’italiana ( i fumetti della Bonelli, per intenderci) è un lavoro di squadra. La ragione è che gli albi sono di solito molto lunghi, hanno precise esigenze di serialità è uscite in edicola assai frequenti, così che ogni serie deve contare su un nutrito staff di autori (sceneggiatori, e disegnatori).

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